Latest Entries »

japanese scrolls wip

ecco una selezone di WIP ricreate per dare l’idea della pergamena antica, sono ancora da ultimare..

Campagna SenzAtomica

Do comunicazione su questo spazio viruale, di una mostra/campagna a cui tengo particolarmente.

Organizzata dalla SGI, la mostra SenzAtomica(www.senzAtomica.it), è in realtà una campagna di sensibilizzazione volta a far comprendere la pericolosità di tali tecnologie. Si rivolge principalmente ai giovani ed è ispirata dalle parole del Presidente Daisaku Ikeda, riguardanti la pace mondiale “

La pace non consiste in
parole, ma in azioni.
La pace non potra’ mai essere
raggiunta solo aspettandola.
E’ necessario che ognuno di noi, senza importare quanto deboli crediamo d’ essere,
costruiscano nel profondo
dei propi cuori una barriera
per la pace, che resista, e alla
fine silenzi, le incessanti
chiamate di guerra.”

L’inaugurazione dell’evento si terrà il 26 marzo a Firenze, è nelle intenzioni degli organizzatori far divenire la mostra stessa itinerante in modo che questa possa essere vista sull’intero territorio nazionale.
Per ulteriori informazioni vi rimando al sito : “www.senzatomica.it”

Web, società e linguaggio

-1-

Qualche giorno fa ho avuto modo ,mio malgrado, di assistere ad una delle più squallide discussioni che mi sia capitato di ascoltare, seppur casualmente, i partecipanti di questo animato dialogo erano alcuni giovani rappresentanti della cosiddetta nuova generazione, quattordicenni/quindicenni il cui linguaggio è mutato forse in maniera irrecuperabile (almeno a giudicare dal tono del discorso), e così mi sono ritrovato ad interrogarmi sulla causa di questa mutazione. Non ho saputo darmi una risposta, o meglio non una soltanto, credo infatti che ci siano più cause che abbiano favorito questa mutazione ed una di queste è riconducibile all’uso massificato d’ un linguaggio fatto di abbreviazioni, parole in codice,o comunque in una certa qual misura simile quello usato nelle chat il cui registro è senza dubbio quanto di più informale si possa trovare in rete, dove acronimi giochi di parole e abbreviazioni si sprecano. La diffusione massiccia dell’uso di Internet e il dilagante uso di SMS hanno modificato radicalmente l’utilizzo della lingua Italiana, a mio modesto parere in maniera negativa, ci sono giovani che usano ad esempio la lettera K non solo negli SMS, ma sopratutto in situazioni che richiederebbero un controllo più accurato della lingua come ad esempio gli elaborati scolastici, come temi, saggi e quant’altro, questa degenerazione e degradazione della lingua è secondo me arginabile ma non arrestabile in quanto l’uso o meglio l’abuso delle nuove tecnologie comunicative, utilizzate senza un supporto linguistico adeguato porteranno la lingua italiana ad una modificazione sempre più estrema. L’utilizzo di abbreviazioni o acronimi non è di per sé sbagliato ma lo è l’abuso in situazioni che non lo richiedono,già da qualche decennio non solo nella lingua italiana ma nella lingua di Internet o meglio quella universalmente accettata che è l’inglese, un infinita serie di acronimi sono diventati di uso talmente comune da essere usati praticamente ogniqualvolta ci sia un contesto dialogico informale, sia esso scritto e/o parlato, oltre al già citato abuso delle tecnologie comunicative, vi è secondo me, un’altra causa questa volta tutta italiana e non globale, mi riferisco all’appiattimento culturale generalizzato che da quindici/sedici anni ha colpito la società Italiana fin nel profondo della propria coscienza, minandone la solidità della sua tradizione linguistica e anche la corrispettiva apertura mentale, l’orrore che ha scatenato in me il dialogo a cui ho assistito non è nato solo dalla presenza (esagerata questo va detto) di interiezioni di tipo coprolalico ( non sono un moralista io stesso qualche volta uso alcuni vocaboli di quel genere, ma credo che quando le parole oscene e o volgari superano di gran lunga il numero delle parole normali, il discorso oltre che risultare di difficile comprensione sia inutile dal punto di vista comunicativo, risultando poi solo uno squallido elenco di parolacce) ma anche dall’impoverimento stesso del linguaggio che riflette esattamente l’idea generalizzata di una certa parte di questa società che ci vuole tutti schiavi di un consumismo senza precedenti, prigionieri di una falsa e deviata speranza di ricchezza materiale  e privi di qualsiasi ambizione culturale.

Questa nuova generazione di adolescenti che hanno subito una sorta di lavaggio continuo del cervello la cui massima aspirazione è quella di diventare dei personaggi televisivi molto “ricchi” materialmente ma di scarso spessore culturale, ha poche speranze di un futuro migliore se questo paese non si impegna già da subito a modificare il trend, ad invertire la rotta e ad investire più su cultura e formazione che su divertimenti e abbellimenti.

Questa è la mia posizione, voi lettori ( se qualcuno gradirà leggere questo testo) che ne pensate?

Tokyo HDR

I resistori delle memorie simulano le sinapsi. Permetteranno di creare un cervello veramente elettronico.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 19-04-2010]

Memristor cervello di gatto sinapsi

Foto di Andrea Danti

La ricerca sui memristor, realizzati nei laboratori di Hp, non si limita a fornire componenti per i computer di domani: l’obiettivo attuale è di poter replicare un cervello simile a quelli biologici.

La particolarità del memristor sta nell’essere in grado di “ricordare” il valore della corrente elettrica che lo ha attraversato anche dopo che detta corrente ha terminato di fluire.

Usando i memristor come se fossero delle sinapsi, Wei Lu, assistente dell’Università del Michigan, sta lavorando alla realizzazione di un cervello di gatto sintetico (un po’ come nel progetto di Ibm).

“Stiamo costruendo un computer nello stesso modo in cui la natura costruisce un cervello” ha spiegato Wei Lu. “L’idea è di usare un paradigma completamente diverso rispetto a quello dei computer attuali. Il cervello di un gatto è un obiettivo realistico, perché è molto più semplice di un cervello umano, eppure estremamente difficile da replicare per complessità ed efficienza”.

I memristor sono la chiave del successo, secondo Lu, che per ora ha connesso due circuiti tramite un memristor, creando un sistema capace di ricordare e di imparare.

“Abbiamo dimostrato che possiamo usare la variazione del voltaggio per far crescere o decrescere la conduttanza elettrica nel sistema. Nel nostro cervello, simili cambiamenti nella conduttanza delle sinapsi permettono la memoria a lungo termine”.

L’obiettivo di Lu è la costruzione di un supercomputer grande quando un secchiello da due litri, obiettivo che si situa a diversi anni di distanza nel futuro.

My photos

Una scelta diversa.

Ecco una notizia che fa sempre piacere leggere, mentre l’Italia rimane legata ad una scelta (discutibile ed a mio giudizio fallimentare in termini di costi sul bilancio statale) alcune nazioni europee fanno una scelta ben diversa, come riporta la seguente:

[ZEUS News 02-04-2010]

Ungheria, Norvegia e Danimarca scelgono l’open source

Sempre più stati Stati scelgono i formati aperti. Per salvaguardare l’accesso ai dati, soppiantano i sistemi proprietari.

Opensource and OpenData logo

Da parecchi anni c’è una sempre più aspra lotta tra il vecchio business model dei sistemi chiusi e proprietari – retaggio dell’industria meccanica del ’900 -ed il nuovo modello, ancora in via di definizione, naturale evoluzione del mondo della Rete.

Il mondo del software è oramai irreversibilmente teso all’open source, non essendo più economicamente e tecnicamente sostenibile un altro modello di sviluppo; tuttavia l’avere sistemi a sorgente aperto, liberamente usabili e modificabili, è necessario all’industria del software ma non è sufficiente all’ecosistema informatico nel suo complesso.

Il sempre più vasto e variegato parco di dispositivi embedded richiede infatti sempre più funzioni informaticamente complesse.

In ambiente domestico si va dai già presenti televisori e decoder in grado di riprodurre foto, musica e video da dispositivi Usb fino alla recente diffusione di dispositivi Wi-Fi (console, cellulari, televisori Dlna ecc).

A un livello più “industriale” possiamo citare le reti di sensori destinate alla sicurezza (dalle telecamere alla gestione degli accessi tramite badge) e alla prevenzione incendi, o la gestione degli impianti di condizionamento/riscaldamento.

Tutto ciò è oramai dominio di soluzioni GNU/Linux personalizzate o, nel campo industriale, di soluzioni Unix, non essendo economicamente praticabile lo sviluppo di dispositivi e reti proprietari per questioni sia di complessità che di interoperabilità.

I dati collezionati da questi sistemi sono spesso gestiti tramite applicazioni proprietarie, così impedendo o comunque rendendo molto difficile il loro uso e riuso nel tempo; e purtroppo questi dati hanno sovente un valore economico molto superiore al sistema che li gestisce.

Per risolvere questo problema si stanno sempre più diffondendo sia iniziative di singoli vendor che imposizioni normative di vari stati.

Dopo il famoso caso dell’Ungheria ora anche Norvegia e Danimarca, limitatamente ai formati di documenti elettronici, hanno bocciato i formati di Microsoft Office in favore del formato OpenDocument di OpenOffice.

In molti sperano che l’insorgenza del cloud computing e le politiche di molti vendor che sfruttano l’open source non contribuiscano ad accrescere il problema bensì cerchino di risolverlo.

Il ritorno del Commodore 64… a 64 bit

L’home computer più venduto al mondo torna, rinnovato nell’hardware ma con un design simile a quello di quasi trent’anni fa.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 27-03-2010]

Commodore 64 Usa

Il Commodore 64 è tornato: non sotto forma di un netbook e nemmeno emulato su una Wii, ma presentandosi con un aspetto che volutamente richiamo quello dell’home computer più venduto al mondo.

La società americana Commodore Usa ha ottenuto in licenza il nome e ha creato un Pc basato su processore Intel Core 2 (Duo o Quad), scheda grafica Intel GMA 3100, hard disk da 2,5 pollici e masterizzatore Dvd, oltre a un touchpad.

Il motto con cui il nuovo Commodore si presenta è We were in love then. Let’s fall in love again” – ossia “Allora eravamo innamorati. Innamoriamoci di nuovo” – che fa leva sull’effetto nostalgia dello storico marchio.

Il Commodore 64 originale

Sul sito è possibile configurare in autonomia alcune caratteristiche del Pc, che tra i sistemi operativi elenca Windows 7, Ubuntu Linux e persino Mac OS X; menzione particolare per Amiga OS, disponibile solo come sistema emulato.

Per il momento i prezzi non sono ancora noti: il lancio ufficiale del negozio online è fissato per il prossimo primo di giugno.

fonte: Zeus news

Andrà in onda comunque Michele Santoro, con il suo Annozero che verrà trasmesso sia sul web sul sito www.raiperunanotte.it sia dal blog antefatto, sia da reti televisive come SKY(su current tv)  e Repubblica TV e rainews24, inoltre verrà trasmesso in molte piazze italiane.ecco qua il volantino

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.